Zona Valdemone

Pulizia della spiaggia di Grotte: Rotaract Club Messina Peloro

Paesaggi pittoreschi, spiagge dorate e mare cristallino, ecco cosa potrebbe trovare chiunque abiti o venga a visitare la regione sicula che vanta alcune delle località balneari più rinomate a livello nazionale.

Contrapposti a questo splendido scenario vi sono due grandi nemici che rappresentano la faccia della medesima medaglia: l’inquinamento ambientale e la superficialità di alcuni cittadini. Passeggiando lungo le coste del messinese, salta all’occhio come bottiglie, mozziconi di sigarette e spazzatura di ogni sorta “abbelliscano” la spiaggia e, oltre a minacciare la sopravvivenza della fauna marina, deturpino l’ambiente incidendo negativamente sul turismo locale. Ad aggravare la situazione vi sono quelle persone che, non di rado, si lamentano dell’inquinamento marino dopo aver spento con non curanza, l’ennesimo mozzicone nella sabbia. C’è chi invece si pone i giusti quesiti: come reagire a tutto questo?  Quali armi utilizzare per valorizzare la propria terra e sensibilizzare la gente ad una problematica tanto attuale quanto sottovalutata?

La risposta è “informazione, rastrelli, sacchi di plastica e tanta buona volontà”. 

Negli ultimi anni, diverse associazioni si sono impegnate alla pulizia delle nostre spiagge per assicurare il proprio contributo e dare “il buon esempio” alla comunità; tra queste non poteva mancare il club service Rotarcact, i cui ideali sono volti proprio al miglioramento sociale.      Giorno 29 settembre i ragazzi del club Messina Peloro hanno deciso di riunirsi presso la spiaggia di Grotte per dedicare l’intera mattina di sabato alla raccolta, alla differenziazione e allo smaltimento dei rifiuti presenti nel luogo. La segretaria Giulia Di Bernardo ha realizzato un filmato dell’attività nel quale il presidente Aurelio Spartà invita ad attenzionare il disagio causato dall’inquinamento alle spiagge durante tutto l’anno e non solo all’arrivo della bella stagione. Il video è stato reso pubblico attraverso il web nella speranza che possa crescere il numero di persone toccate dalla consapevolezza che ha spinto questi giovani ad agire: “seppellire un bicchiere di plastica sotto la sabbia implica lo stesso sforzo che implicherebbe gettarlo nell’immondizia, se ognuno di noi s’impegnasse al rispetto dell’ambiente attraverso piccole e semplici azioni, l’intera comunità non potrebbe che trarne immensi benefici”.

Marco Piccolo